Tamponi o test: il Ministro risponda subito

Ritengo sia il momento di non farsi prendere dalla voglia di strafare, ma di ragionare, più che in altri momenti, perché c’è in gioco la salute pubblica, non in termini di qualità, ma della vita stessa. Facciamo una capatina in Laboratorio di virologia e analizziamo le possibilità che abbiamo di asserire con certezza le condizioni di un individuo. Cosa vogliamo sapere noi e soprattutto il singolo in tempi di pandemia da coronavirus? Le domande sono tre: sono positivo? Lo sono stato? Sono immune? AI momento la comunità scientifica non si è espressa sulla terza domanda perché è stato descritto qualche, sia pur raro, caso di reinfezione. Cioè un soggetto guarito e negativizzato, è stato ritrovato a distanza di tempo positivo. Questo lascerebbe presupporre che l’infezione subita non conferisca una immunità naturale. Quella simile, per intenderci, che potrebbe ottenersi una volta scoperto il vaccino. AI primo quesito l’immediata risposta è affermativa. Un test di laboratorio di biologia molecola re, con una attendibilità che rasenta il centopercento, utilizzando una amplificazione del!’ RNA virale, può essere eseguito partendo da un tampone nasofaringeo. Orbene, io fra tutti, ho raccomandato a chi può decidere in merito, l’esecuzione di questo test a tutta la popolazione, a partire dalla classe medica, dentro e fuori, gli ospedali. Solo così si può mappare il territorio, evidenziare i contagiati, avviare studi epidemiologici, atti ad arginare la trasmissione da uomo ad uomo. Si, ma come in tutte le cose, c’è il risvolto negativo. Andrà bene questo screening solo se sarà condotto con criteri tali da isolare i negativi ed impedire loro di avere qualsiasi contatto con i possibili ed incolpevoli portatori. lo negativo diagnosticato tale, posso contrarre l’infezione in ogni momento se vivo in ambiente frequentato da portatori asintomatici. Sarebbe necessario fare tamponi ogni settimana a tutti per monitorare. Operazione dispendiosa quanto inutile. Tamponi, dunque, ma con costruzione di argini invalicabili. Possibili con la assoluta impossibilità di muoversi da casa per taluni e percorsi controllati per gli altri. Ora però si affaccerebbe un’altra possibilità. Ed è per questo che vi invito in Laboratorio. Quando un qualunque virus penetra nel nostro corpo, scatena la formazione di proteine che prendono il nome di immunoglobuline. Ne esistono tante, ma quelle che ci interessano si identificano in gergo come IgG ed IgM. Le prime si sviluppano più tardivamente e la loro presenza, dimostrabile in laboratorio, conferisce di norma, immunità, e sono il segno della avvenuta infezione. E’ il caso del virus della rosolia. Se l’ho contratta, si sviluppano, e non posso più reinfettarmi. Se l’esame del sangue le mette in evidenza è la conferma di ciò che mi è accaduto. Le seconde, le IgM, sono pressochè immediate, durano solo nella parte iniziale della malattia e la loro presenza nel sangue, rilevabile in laboratorio, sta a significare la presenza in atto della infezione attiva. Inutile dire che queste immunoglobuline sono altamente specifiche, cioè se valgono per una malattia non valgono per l’altra. Ora a Trieste, Genova, nel più assoluto silenzio della Comunità Scientifica e per essa del Ministero della Sanità, si stanno eseguendo, in laboratori anche privati ,questi test. Con costi ingiustificabili per il paziente e probabilmente lauti guadagni per qualcuno. La cosa che andrebbe subito dichiarata è quanto questi test siano validi. Non possiamo accettare risultati col beneficio del dubbio. Se fossero attendibili sarebbero la panacea di tutti i mali. Prima per la semplicità di esecuzione, bastano due gocce di sangue, poi per la rapidità, sufficienti 15 minuti, nonchè per il costo, basso, ma soprattutto perchè rilevando le IgG e le IgM, ci indicherebbero una infezione avvenuta tempo prima o in atto e quindi contagiosa. Il Ministero agisca subito. Ci dica immediatamente quale test possiamo usate per essere chiari, precisi e tempestivi. Non c’è tempo da perdere. La gtmte ha il diritto di sapere e senza spendere nemmeno un euro. In caso contra .. io proibisca la vendita e la pubblicizzazione, oggi ad esempio sul Tg2, di kit che danno illusioni e non certezze diagnostiche. Meglio l’assenza di un laboratorio che uno che dia esiti equivoci.

Eduardo Lamberti-Castronuovo Biologo e Medico Chirurgo – Direttore dell’Istituto de Blasi di RC – IN ESCLUSIVA PER GAZZETTA

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