Hospice, una vittoria di squadra

23 luglio 2020

In campo sanità non eravamo molto abituati a fatti positivi. Purtroppo anche in questo settore siamo costretti a pagare il frutto delle due grandi menzogne che già dal 1860 ci perseguitano. Ahinoi, il Nord ha sempre egemonizzato il sud. Anche per responsabilità nostre. Preferiamo ciò che non è a noi vicino definendolo, sempre e comunque, migliore. E così che la sanità settentrionale è più accurata, più preparata ed attrezzata. Gli eventi ultimi, però, stanno facendo crollare questo falso mito. Era ora. Alle nostre latitudini si comincia a riconoscere che le qualità del nostro sistema sanitario non hanno nulla da invidiare a chicchessia. Resta ancora un grave problema. Quello rappresentato dai commissariamenti. Si vuole affermare il principio, assolutamente inadeguato e profondamente falso, che affidare ad un commissario conduca alla atavica soluzione dei problemi. Con questo editoriale, con fatti e non con parole, voglio provare a dimostare il contrario e cioè che è la buona politica, quella di Plutarco, che assolve al difficile compito della corretta gestione della cosa pubblica e non certo i Sigg. Commissari, quali che siano. L’esempio ci viene dato dalla vicenda Hospice. ll centro di cure palliative universalmente noto come un luogo serio, profondamente umano e professionalmente valido, dove vengono allegerite le sofferenze delle persone meno fortunate dal punto di vista della salute. Orbene, questo Centro da tempo immemorabile subiva le vere e proprie angherie amministrative e burocratiche di chi, stando dietro una scrivania, ne determinava la sopravvivenza, impedendo una corretta gestione economica attraverso mancati e ritardati pagamenti ed addirittura sotto la spada di Damocle di una titubante volontà di sottoscrivere quei regolari contratti che consentono la continuità nella erogazione delle prestazioni. Budget inadeguati, mancati pagamenti, omissioni e quant’altro possa essere ostacolo, è stato da sempre utilizzato contro l’Hospice. Solo la paziente ed inesorabile volontà medica del presidente Trapani-Lombardo, che non ha mai gettato la spugna , contro tutti e tutto, ha fatto si che l’assistenza non sia mai venuta meno. E fin qui è tutta storia documentata. I commissari? Latitanti e opponenti. A riprova che tale figura non risolve alcunchè A questo punto entra in ballo la politica positiva, che risolve e, by passa chi ostacola anche con il metodo della omissione. Un gioco di squadra dei consiglieri appartenenti o vicini a Forza ltalia reggina, ha condotto in breve tempo alla risoluzione definitiva dei problemi burocratici dell’Hospice. Grazie alla mediazione, alla caparbietà di un parlamentare che risponde al nome di Francesco Cannizzaro, cui va dato il merito della azione condotta a favore della sofferenza di tutti coloro che conoscono il lavoro esemplare degli operatori della struttura più bersagliata della città. Ora l’Hospice è fuori dalle sabbie mobili. La buona politica ha vinto sulla burocrazia. Ci si può curare, e bene, anche alle nostre latitudini. ll Sud non ha nulla di diverso dal Nord!

Eduardo Lamberti-Castronuovo

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