Scura, un cognome onomatopeico

31 luglio 2020

I cittadini di Reggio non dimenticano, non possono dimenticare. Più volte la città ha avuto bisogno di essere difesa dagli attacchi della maldicenza, dai prowedimenti assurdi e lesivi che, senza andare per il sottile, Commissari, ex alti burocrati, militari e ragazzi, hanno confezionato contro. Sembra una specie di maledizione che incombe su di noi: qui si arriva – sempre da oltre confine calabro – per scalare le vette del potere o per lucrare stipendi consistenti, a scapito di qualunque beneficio per la gente. Reggio trampolino di lancio, palestra, per diventare più importanti nelle classifiche istituzionali. ll problema è che le voci che si levano contro questi arrampicatori, muniti di armi deleterie, come le penne biro, usate come coltelli per tagliare fondi, per ledere diritti, per fare giustizia sommaria, p€r scatenare pregiudizi, per fare proclami contro la gente definita ndranghetista, a prescindere, sono dawero poche. Solo chi ama la città, chi non l’ha mai abbandonata, chi la sente come propria, può difenderla contro tutti e tutto. Solo se ci ha sempre vissuto. Come non ricordare le invettive di D’Averio, contro la Città dei bronzi? Ma la città non ha dimenticato, né potrebbe, che ci fu chi, senza timore, andò in Rai ad affrontarlo. Titoli dei giornali, il giorno dopo, “La Caporetto di D’Averio!” Come non ricordare le esternazioni di quel Procuratore della Repubblica, e scusatemi se è poco, che diceva di non poter andare al Circolo del tennis per paura di dover salutare appartenenti alla ndrangheta? Ma anche lì ci fu chi, sempre lo stesso cittadino, ebbe il coraggio di scrivere, proprio su Gazzetta, che si sbagliava anche dal suo pulpito, perchè a Reg$io la mafia c’è, ma non tutto è mafia! Ed al Circolo ci vanno persone perbene, anzi, che sarebbe toccato a Lui, scovare ed incarcerare chi mafioso è, senza fare di tutta l’erba un fascio. ‘: Come non ricordare la vera e propria battaglia contro il Commissario per,la sanità Massimo Scura. A questo “signore” la gente deve se oggi è costretta a pagare le prestazioni mediche. Questo gentiluomo è colui che ha il merito di aver portato in piazza migliaia di operatori sanitari, per protestare, anche la Notte di Natale! Si, perchè Reggio si compatta, quando c’è da difendere un interesse comune. Ma bisogna che ci sia chi abbia il coraggio di protestare, senza essere limitato dal timore di ritorsioni. ll commissario Scura viene oggi accusato dalla Procura di Catanzaro per una serie di reati piuttosto gravi. Siamo e rimaniamo garantisti, dunque, attendianÍo l’esito delle decisioni della magistratura,senza condannare alcuno, ma non possiamo non ricordare che l’allora Commissario per la Sanità, inavvicinabile, parlava agli operatori solo a suon di Decreti: uno più awilente dell’altro. Ha decretato tagli su tagli, distribuendo benefici a taluni – guarda caso privati del cosentino – e dannose restrizioni ad altri, sempre del reggino. Campanilismo? No. Solo attenta osservazione. Sempre con decreti, ha furbescamente inventato gli apapac, cioè alcune prestazioni chirurgiche ambulatoriali; inserendole nel monte budget destinato alle strutture di diagnostica. Un po’come cercare di mescolare acqua e olio. ll risultato è stato destruente perché, F€r effetto di questa maldestra decurtazione, la popolazione è costretta a pagare, già dalla metà dell’anno, gli esami clinici. E oggi, questo è ancora più grave. La gente non si cura per mancanza di risorse e si ammala o si aggrava, con buona pace di chi è venuto, ha preso, e se ne è tornato ai suoi lidi. Troppo comodo. Anche in questo caso è evidente che il sistema dei Commissariamenti è fallimentare. Comporta spese all’erario, danni alla popolazione e talvolta benefici a chi, sotto mentite spoglie, viene a fare il salvatore della Patria. lltempo ci darà anòora una volta ragione, come ha fatto nei tre casi citati. Abbiamo avuto il coraggio di parlare, scrivere, protestare, in estrema sintesi, di difendere la Città dalla cattiva fama, dalle accuse ingiuste, dai provvedimenti contrari al pubblico interesse. Presi da chi? Sempre da chi viene da fuori, perchè chi viene da lontano è sempre migliore. Ma è vero? Per noi, assolutamente no. Qui è rimasto solo chi ha avuto il coraggio difarlo ed ha dato più che ricevuto. Conta? Per gli avversari di Reggio no di certo, ma neppure per qualche indigeno, pronto ad accogliere lo straniero e buttar fuori il concittadino. Nemo profeta in Patria? Se questa considerazione è attribuita niente meno che a Nostro Signore, ci sarà pur da credere. Almeno per Fede.

ELC

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